Anche dall'altra parte del mondo il car pooling viene visto come una miniera di vantaggi. Inquinamento e parcheggio i problemi più sentiti, il tutto corredato da incentivi per chi si reca al lavoro condividendo l'auto. Ma anche in vacanza lungo questo immenso paese si invita a cercare compagni di viaggio.
In Australia si spinge a usare il car pooling soprattutto tra colleghi di lavoro. In questo campo vengono proposti veri e propri programmi per far sì che diventi un'abitudine.
Nelle aziende vengono offerti parcheggi riservati a chi si reca al lavoro occupando almeno due posti per macchina e si consiglia di offrire eventi speciali, quali ad esempio colazioni offerte dalla ditta.
Uno dei dubbi che più frena le persone ad adottare il car pooling è il timore che se l'autista dovesse avere un imprevisto, ciò porterebbe disagi a tutto l'equipaggio.
A questo proposito si invitano le aziende ad assicurare mezzi di trasposto alternativi in caso di emergneza, che possono essere anche semplici buoni taxi.
Si invitano anche i genitori a organizzarsi per accompagnare a scuola con una sola macchina bambini che frequentano lo stesso istituto.
Backpacker
Così vengono chiamati i turisti, zaino in spalla, e costituiscono l'altro interessante target del car pooling.
In Australia non è raro trovare bacheche stipati di biglietti che invitano a condividere l'auto, per viaggiare lungo la costa dividendo le spese.
Con il car pooling è tutto più semplice, sicuro e metodico.
I turisti si sono sempre arrangiati coi metodi tradizionali, scandagliando ogni centimetro di bacheca alla ricerca di qualcuno che avesse le loro stesse intenzioni. Coi sistemi online, tutto diventa più automatico.
Si inseriscono pochi dati e si ha subito il quadro delle date e luoghi di partenza dei potenziali futuri compagni di viaggio.