Inizia così una nuova era segnata da un’eco-rivoluzione. Ma non tutti i supermercati hanno messo al bando i vecchi sacchetti dal primo gennaio: molti li utilizzeranno fino ad esaurimento scorte. E' consentito, infatti, lo smaltimento delle scorte ma gratis ma c’è chi continua a farseli pagare, mentre molti consumatori in questi giorni si lamentano anche per il costo elevato dei nuovi sacchetti biodegradabili, pur non essendo, a detta di molti, molto resistenti. Tra i primi grandi gruppi commerciali, l'Unicoop Firenze e Tirreno, già dal 2009 utilizza solo sacchetti biodegradabili, borse in stoffa di cotone sempre riutilizzabili e buste in mater-bi, una pellicola biodegradabile.
A Genova le principali catene di supermercati hanno già adottato i sacchetti biodegradabili da alcuni mesi, ed altre si avviano ad esaurire le scorte di quelli di plastica per adempiere alla norma, ma c'è anche chi ancora continua a vendere quelli ormai fuori legge a 5 centesimi e alcuni produttori di sacchetti di plastica spiegano di avere ancora delle scorte e di dover sostenere costi eccessivi per la riconversione delle linee di produzione. In Emilia Romagna, la grande catena Esselunga offre gratuitamente le sporte 'inquinanti', che le possono trovare a fianco della larga gamma di sacchetti biodegradabili o in carta (ben dieci tipologie diverse). Nordiconad ha da tempo in campo la propria offerta di borse eco, come anche Coop Adriatica, mentre in Piemonte tutti i grandi supermercati hanno già finito le scorte dei vecchi sacchetti in plastica o le stanno esaurendo gratuitamente, secondo quanto garantiscono i responsabili. I nuovi sacchetti a base di amido di mais, invece, vengono venduti più o meno da tutti a 10 centesimi, anche se c'é qualcuno, soprattutto nei negozi più cari del centro, che li regala.
In Piemonte la messa al bando delle buste di plastica ha portato la Novamont di Novara, produttrice del mater-Bi, l'ingrediente derivato dall'amido di mais necessario per produrre i sacchetti biodegradabili chiamati a sostituire i vecchi shopper di politene, ad aumentare la propria capacità produttiva da 80.000 a 130.000 tonnellate all'anno entro marzo (erano 40.000 nel 2009). In Campania poi nei grandi punti vendita sono già da tempo in uso i sacchetti biodegradabili o quelli riutilizzabili ma negli esercizi di vicinato le cose sono ben diverse. E in alcuni supermercati del centro, alla cassa ci si ritrova con il costo del sacchetto caricato sullo scontrino, mentre in Calabria, assicurano, nel giro di qualche giorno dovrebbero andare esaurite tutte le scorte delle vecchie buste di plastica nei negozi e nella grande distribuzione per lasciare il posto ai nuovi sacchetti biodegradabili.
Articolo tratto da ecovideoblog.it