19 ottobre 2010

Smog, le grandi città affondano
Perché non copiano le piccole?

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Il rapporto di Legambiente: «Manca il coraggio di scelte impopolari» 

Le metropoli stanno sempre peggio. In qualità dell’aria, mobilità, sistema dei trasporti e raccolta dei rifiuti. Sono in caduta libera, precipitano nella bassa classifica secondo i dati di Ecosistema Urbano 2010, l'annuale ricerca di Legambiente e Ambiente Italia sullo stato di salute ambientale dei comuni capoluogo italiani.

Smog, le grandi città affondano<br>Perché non copiano le piccole?

Con l’unica eccezione di Torino, che sale di tre posizioni, tutte le altre grandi città fanno malissimo. Milano precipita dalla posizione 46 alla 63; Roma dal 62esimo posto al 75esimo; Genova da 22 a 32, Napoli da 89 a 96, Palermo da 90 a 101. Una sonora sconfitta, a vantaggio dei piccoli centri che guadagnano molte posizioni. Perché? Perché non migliorano o peggiorano alcuni settori chiave. La qualità dell’aria, dove Milano peggiora in tutti e tre gli indici, e dove Palermo, Napoli e Roma non brillano. Oppure il trasporto pubblico, dove Palermo arretra di molto nel numero di passeggeri trasportati, crollando dai 110 viaggi per abitante del 2009 ai 44 di quest’anno. La depurazione, dove tutte le metropoli indietreggiano tranne Torino e Genova. Infine, la raccolta differenziata, dove Roma resta immobile al 19,5 per cento e Palermo addirittura scende al 3,9 per cento (ed era solo al 4,3 per cento nel 2009).

Ma se l’attenzione all’ambiente è più alta nelle piccole città italiane rispetto a quelle grandi come mai in Europa anche le metropoli come Londra, Parigi, Barcellona riescono a fare meglio di Milano, Roma, Napoli? «I motivi sono due—dice il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza —. Uno intrinseco, riguarda la complessità delle grandi città italiane, che come le piccole hanno antichi centri storici. Uno estrinseco, e riguarda la classe politica: per cultura si interviene poco, si lascia tutto così com’è e non sempre è positivo, va bene la salvaguardia del centro ma ci sono quartieri fatti male che bisognerebbe avere il coraggio di buttare giù e rifare daccapo».

Anche il professor Nicola Pirrone, direttore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, punta il dito contro il non fare, lo scarso coraggio dei sindaci. «Gli amministratori non possono pensare di governare facendo i sondaggi tra la gente: sì a quello che piace, no a ciò che non piace. I cittadini non sempre vogliono le cose giuste e bisogna avere il coraggio di scelte anche impopolari». Secondo Pirrone bisogna aggredire la questione degli investimenti nella mobilità («sono mancati per decenni investimenti infrastrutturali oculati in favore del trasporto pubblico e deterrenti del trasporto privato») ma anche sensibilizzare la gente «ancora troppo pigra e lontana da questi temi».

Grandi città ma piccole politiche ambientaliste? Gli amministratori non ci stanno a farsi gettare la croce addosso. L’assessore ai trasporti della capitale, Sergio Marchi, vuole precisare: «Roma indietreggia perché molte città piccole e medie hanno fatto balzi in avanti. Ma se andiamo a vedere i valori assoluti, Roma non fa peggio, migliora anche se leggermente». Marchi non nega i problemi del traffico e dell’inquinamento ma dice che «Roma paga decenni di ritardo infrastrutturale. Vogliamo mettere a confronto i chilometri di linea del metrò parigino con quelli della capitale? Noi stiamo lavorando sulle infrastrutture, metropolitana, parcheggi di scambio, parcheggi a ridosso del centro, ma anche su car-sharing e ampliamento della pedonalizzazione ».

Il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, con delega alla mobilità e ai trasporti, contesta i dati di Legambiente. «Il rapporto dell’Anci, l’associazione dei comuni italiani, Cittalia, dice chiaramente che Milano negli ultimi dieci anni fa molto meglio. Certo, i problemi ci sono, ma noi siamo una delle pochissime città europee, assieme a Londra, ad aver fatto pagare il ticket per entrare con l’auto nel centro e le emissioni di Co2 sono diminuite».

Mariolina Iossa

Tratto dal 'Corriere della Sera' del 19/10/10   

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