Una misura, sollecitata anche dalle file di Futuro e libertà, che è stata cassata per la ristrettezza delle coperture individuate per il maxiemendamento: i 5,5 miliardi invece dei sette necessari, non hanno consentito la proroga dell'incentivo fiscale per i lavori finalizzati al miglioramento dell'efficienza energetica delle case attraverso la riqualificazione degli edifici, la sostituzione di finestre, infissi, pavimenti o impianti di climatizzazione o l'installazione di pannelli solari. Un bonus in vigore fino alla fine del 2010 che non è cumulabile con altri incentivi riconosciuti a livello locale o dalla Comunità europea per gli stessi interventi.
Per caldeggiare la proroga per «una misura di buon senso» era sceso in campo anche il Fli con il vicecapogruppo vicario alla Camera, Benedetto Della Vedova. «Si tratta di una misura che funziona egregiamente - ha sottolineato Della Vedova - che incentiva un pezzo di economia importante in modo virtuoso, con risultati straordinari in termini di risparmio energetico, che provoca l'emersione dal nero in un settore che, come l'edilizia, notoriamente vi fa ricorso anche nel nord Italia. È una misura virtuosa che chiediamo venga rifinanziata». Secondo i calcoli del Fli il costo della misura è di circa 400 milioni, «ma gli analisti ci spiegano che se uno allarga un po' i conti si accorge che la misura sostanzialmente non ha costo, nel senso che poi è difficile seguire tutti i rivoli che poi ritornano alle finanze pubbliche». I dati dell'Enea segnalano che tra il 2007 e il 2009 i privati hanno investito 7,9 miliardi per effettuare interventi agevolati (infissi isolanti, caldaie a condensazione, panelli solari, coibentazioni). Alla fine del 2010, si stima, il totale arriverà a 11,1 miliardi, che corrispondono a 6,1 miliardi di detrazioni.
Per il presidente nazionale dei Verdi per la Costituente ecologista, Angelo Bonelli, il taglio del bonus fiscali del 55% per le eco-ristrutturazioni è «il colpo mortale alla modernizzazione del Paese e mette a rischio decine di migliaia di posti di lavoro legati alla green economy»
Sono moltissimi i contribuenti che hanno scelto di ristrutturare casa o cambiare la caldaia effettuando interventi diretti al risparmio energetico da aprile 2007 a oggi. Interventi che fra le altre consentono di ridurre di molte tonnellate le emissioni annue di anidride carbonica (una riduzione calcolata in poco meno di 200mila tonnellate l'anno). Fra i più gettonati le coibentazioni (infissi e pannelli isolanti a pareti e soffitti) e la sostituzione delle vecchie caldaie. Ma è possibile anche la riqualificazione globale dell'edificio e l'installazione di pannelli solari per l'acqua calda.
Una misura che ieri il ministro dell'Ambiente Prestigiacomo «aveva garantito nel corso dell'audizione», accusa Raffaella Mariani, capogruppo del Pd in commissione Ambiente, ma che nella serata è stata «clamorosamente smentita dal vice ministro all'Economia Vegas. «Il governo con questo modo di procedere incerto e contraddittorio - ha detto l'onorevole Mariani - continua a colpire migliaia di imprese e cittadini, oltre che confermare ogni volta il disprezzo per politiche positive per l`ambiente».
«In questi anni - spiega il deputato del Pd Ermete Realacci - questa misura è stata utilizzata da oltre 840mila famiglie italiane o piccole imprese italiane, ha prodotto un giro d'affari di oltre 11 miliardi di euro, non solo l'edilizia ma anche l'indotto, un settore norme di piccole e medie imprese che si sono qualificate in un settore strategico come quello della green economy e che oggi sarebbero morta, mente ferite dall'eliminazione. Si pensi solo che in Lombardia a fronte di 140mila famiglie che hanno utilizzato il bonus fiscale, il numero delle 189 domande in tutta la regione presentate per il piano casa».
Articolo tratto da Ilsole24ore.it