Problemi alle vie respiratorie, sinusite, infezioni virali, vomito, febbre alta. Sono sintomi frequenti tra gli americani che vivono lungo le coste del Golfo del Messico. Malattie che poco hanno a che fare con i virus stagionali, ma la cui causa va cercata nei solventi usati dalla British Petroleum per disperdere la marea nera provocata dalla fuoriuscita di greggio dal pozzo Macondo. Lo ha rivelato ‘Al Jazeera’, quando sono trascorsi due mesi dalla definitiva chiusura del pozzo e sei dall’inizio del disastro, il 20 aprile.
Nella più grave catastrofe ambientale degli Stati Uniti si sono riversati in mare 5 milioni di barili di petrolio. Per arginare la macchia oleosa che si diffondeva nel Golfo, la compagnia britannica usò oltre 7 milioni di litri di solventi chimici, molti dei quali illegali e nocivi per la salute soprattutto quando mischiati al petrolio. Mentre il greggio disciolto continua ad arrivare a riva.
“Si sono formati dei composti chimici che dopo essere evaporati ricadono in mare con la pioggia.”, ha detto all’emittente araba il chimico Bob Naman, “Ho paura di quello che ho scoperto. Questi composti ciclici si mischiano con i solventi e formano altri composti. In alcuni casi si tratta di sostanze classificate come pericolose dall’Agenzia per l’Ambiente. È una catastrofe senza precedenti”.
La pericolosità per l’uso dei solventi era già stata svelata a maggio da ‘Pro Publica’.” I solventi hanno componenti chimiche tossiche che possono rivelarsi per certi versi peggiori del petrolio”, aveva detto al sito d’inchiesta Richard Charter, esperto di biologia marina e perdite di petrolio.
I pescatori dei quattro Stati toccati dalla marea nera -Louisiana, Mississippi, Alabama e Florida- furono tra i più colpiti dalla pioggia di solventi. “Ero con i miei amici quando ho visto una massa di schiuma bianca sulla superficie”, ha raccontato Donny Matsler, un pescatore dell’Alabama, “sappiamo che si tratta di solventi”. Gli effetti non tardarono: conati di vomito, diarrea, urina marrone. La scorsa estate, dicono i dati del dipartimento della Sanità dell’Alabama, nelle contee di Mobile e Baldwin sono state 56 le persone che si sono fatte curare per problemi forse legati all’uso di queste sostanze.
“I miei problemi di salute sono iniziati a luglio”, ha detto ad ‘Al Jazeera’ Denise Rednour di Long Beach nel Missisipi, “A fine agosto, dopo una passeggiata sulla spiaggia per quattro giorni mi colò il sangue dalle orecchie e soffrii di attacchi di vomito”. Nausea, vertigini e dolori al petto affliggono da metà maggio Karen Hopkins della Louisiana. “Ci hanno usato come topi da laboratorio”, ha detto Dean Balnchard, anche lui della Louisiana, “sto pensando di trasferirmi in Costa Rica. Quando sto lì mi sento meglio”.
Articolo tratto da direttanews.it