4 febbraio 2011

Asa, ambiente e sviluppo economico

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Per la consegna dei diplomi della seconda edizione del master in “Sviluppo umano e ambiente” un dibattito sul rapporto tra educazione, conoscenza ed economia con l’intervento di Graziano Tarantini 

Asa, ambiente e sviluppo economico

Un punto d’arrivo, ma anche e soprattutto un luogo da cui ripartire verso nuovi orizzonti. È stato un graduation day ricchissimo di spunti quello della seconda edizione del master in “Sviluppo Umano e Ambiente”, istituito dall’Alta Scuola per l’Ambiente (Asa) nella sede bresciana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Una giornata di festeggiamenti e celebrazioni e al contempo un’importante occasione di riflessione sui temi dell’educazione, della salvaguardia dell’ambiente e dello sviluppo economico e finanziario.

Durante il corso dell’ appuntamento, che si è tenuto il 20 gennaio nella “Sala della Gloria”, sono stati consegnati i diplomi di conseguimento del prestigioso corso post-laurea, ma si è anche discusso di queste fondamentali tematiche, grazie all’apporto di Maria Luisa De Natale –  professore ordinario di pedagogia e già prorettore dell’Università Cattolica – e Graziano Tarantini, presidente di sorveglianza di A2A, nonché presidente della Fondazione San Benedetto.

A dare il benvenuto a tutti i presenti, il direttore della sede bresciana dell’Università Cattolica, Luigi Morgano, che ha voluto sottolineare la validità di opportunità di formazione e ricerca come quella offerta dal master in “Sviluppo Umano e Ambiente”. «Occasioni indirizzate a promuovere nuove professionalità, innovazioni progettuali e ricerca multidisciplinare – ha spiegato Morgano – per individuare strategie, metodi e strumenti d’intervento». Il mercato del lavoro odierno richiede un sempre più continuo aggiornamento del proprio background. «La società delle conoscenza – ha aggiunto il direttore – richiede una capacità sempre più diffusa di saper gestire l’innovazione: sono quindi richieste competenze di merito, ovvero le conoscenze specialistiche, così come quello di metodo, che diventano sempre più rilevanti quanto più aumenta la turbolenza dell’ambiente, in quanto le competenze più specifiche sono soggette, in tempi sempre più brevi, all’obsolescenza». 

A seguire è stata la professoressa De Natale a prendere la parola proprio sui temi dello sviluppo economico e delle competenze. «Siamo abituati a sentir parlare di sviluppo come qualcosa di indotto, qualcosa di legato essenzialmente al progresso economico e tecnologico – ha spiegato la De Natale –, questo ci porta a dimenticare che il protagonista dello sviluppo deve essere in primo luogo la persona. L’economia deve avere come protagonista l’uomo». Il suo intervento si è poi focalizzato sul ruolo sempre più centrale, nella cosiddetta knowledge society, delle tematiche riguardanti l’educazione e la formazione. «Oggi si parla sempre più insistentemente di competenze e conoscenze – ha continuato la professoressa –, ma le competenze non sono solo conoscenze acquisite: ci sono altri due fattori fondamentali da considerare. Le abilità per mettere in pratica questo sapere e soprattutto le qualità umane, ovvero le qualità della persona. Per essere veramente competenti bisogna considerare tutte e tre queste dimensioni». 

Graziano Tarantini si è allacciato a queste tematiche ricordando che «un mondo, come quello di oggi, che lascia fuori dai meccanismi dello sviluppo economico  una così larga parte degli Stati e delle persone non può reggere a lungo». È indubbio, secondo l’economista, che per molti anni il significato di progresso è stato travisato. «La crisi degli ultimi anni – ha spiegato Tarantini – è figlia di questo modo di pensare. È mancata prima di tutto, anche ai più alti livelli delle imprese, delle istituzioni e anche di certe prestigiose università, una vera capacità di realismo. La Chiesa, invece, aveva già visto bene molti anni fa, perché l’intelligenza della fede deve essere l’intelligenza del realismo».

Dopo essersi complimentato con i “suoi” studenti,  Pierluigi Malavasi, direttore di Asa e docente di pedagogia generale, ha voluto ringraziarli per la dedizione con cui si sono avvicinati e hanno affrontato il corso. «Studiare racconta di un’applicazione e di un impegno, farlo in età adulta, per molti dei partecipanti è stato uno slancio verso l’altro e verso l’alto». Il professor Malavasi ha poi voluto ringraziare tutto la staff dell’Alta Scuola e tutti coloro che hanno collaborato ai vari progetti realizzati. Infine sono state anticipate alcune nuove iniziative in rampa di lancio per il 2011: dal corso di perfezionamento in “Progettazione educativa in, con e per l’Ambiente” alla summer school in “Green marketing, sostenibilità e stili di vita” che si svolgerà dal 16 al 18 giugno 2011, per finire con il convegno di Asa che verrà organizzato a Milano, il prossimo ottobre: “Feeding the World. Nutrire il pianeta”.


Articolo tratto da cattolicanews.it

 

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