7 febbraio 2011

O2 Pursuit concept

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Moto ad aria compressa snella, leggera e in materiali riciclati

O2 Pursuit concept

n questo campo, le applicazioni a livello pratico restano allo stadio di prototipo. Non ci sono, infatti, piani di produzione in serie, anche se i progetti non mancano. Tuttavia, l'impiego dell'aria compressa per la mobilità potrebbe rivelarsi vincente. Le moderne tecnologie permettono un rendimento energetico maggiore rispetto alle (peraltro rare, e tutte artigianali) sperimentazioni dei decenni passati. Non va dimenticato, poi, che si tratta di propulsori completamente eco friendly.

La moto... ad aria arriva dall'Australia

E chissà se un giorno l'applicazione dell'aria compressa nelle moto potrà rivelarsi una scommessa azzeccata. In questi giorni arriva, dall'Australia, la realizzazione dellaO2 Pursuit, una interessante applicazione del motore ad aria compressa su una moto.

Caratterizzata da una struttura decisamente snella, “pulita”, senza alcuna concessione ai fronzoli, la O2 Pursuit potrebbe essere definita una “Supermotard a zero emissioni”; oppure una “bici da off road cugina delle moto elettriche”. Ma, più semplicemente, viene facile definirla una moto eco friendly. Così, semplicemente. La moto, realizzata da un team di designer di Melbourne, si presenta come un sottile telaio (che funge da sostegno per il motore ad aria compressa) con monoammortizzatore posteriore e forcella telescopica anteriore. Un guscio di plastica riciclata di colore verde (e non potrebbe essere altrimenti, date le finalità green del veicolo...) copre appena la parte superiore della moto. E basta. Non serve altro.

Secondo i tecnici che hanno sviluppato il prototipo, la O2 Pursuit risponde alle domande fondamentali che si pone chi ha intenzione di comprarsi un veicolo per la propria mobilità?“Per cosa mi serve una moto”“Quanto dovrebbe consumare”? “Quanto la dovrei usare”? “Deve per forza essere inquinante”? “Quanto deve costare”?

Il risultato, eccolo qui.Una moto fabbricata con materiali riciclati, dunque economica; in grado di rispondere alle esigenze di spostamenti per alcune decine di km, senza consumare un centesimo di benzina né di corrente elettrica. Dunque, low cost e – logicamente – attenta all'inquinamento.

Il motore utilizzato (che si nota dalla vistosabomboletta bianca verticale sistemata quasi sotto al sottilissimo sellino della moto) è prodotto dalla Engineair, un'azienda di Melbourne creata dall'italiano Angelo Di Pietro, già conosciuta in Australia per le sue realizzazioni pratiche applicate alla mobilità ad aria compressa.

Il Motore Di Pietro: “aria... d'Italia”

Angelo Di Pietro è il tecnico che ha realizzato il propulsore scelto per la concept O2 Pursuit. Vale la pena, quindi, indicare qualche nota tecnica sul principio del motore ad aria compressa da lui sviluppato. Di Pietro, nato ad Avellino, ha lavorato per alcuni anni alla Mercedes, prima di trasferirsi, negli anni 70, in Australia. A Melbourne, per la precisione, dove ha impiantato una piccola azienda di lavorazioni meccaniche, che poi è evoluta nella Engineair,creata proprio per sviluppare la tecnologia dei motori ad aria compressa.

Da qui nasce il progetto del suo motore, che attraverso diverse fasi, in un lungo arco (30 anni) fatto di continue sperimentazioni, è giunto fino a noi. Con un certo successo, bisogna dire: i mercati generali di Melbourne, infatti, utilizzano dei carrelli per il trasporto delle merci, alimentati proprio con i motori Engineair di Angelo Di Pietro.

presupposti sui quali si basa il concetto di Di Pietro sono: la leggerezza dei componenti, le dimensioni ultracompatte del motore (che utilizza il principio del pistone rotativo orizzontale Wankel), l'ottenimento di attriti più bassi possibile, per una ottimale gestione dell'energia ed evitarne la dispersione, in modo da avere a disposizione più rendimento termico possibile.

Articolo tratto da Greenme.it

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